
“Mentre la Chiesa è pellegrina su questa terra lontana dal Signore, è come un esule, e cerca e pensa alle cose di lassù, dove Cristo siede alla destra di Dio, dove la vita della Chiesa è nascosta con Cristo in Dio, fino a che comparirà col suo Sposo rivestita di gloria” (LG 6). Queste parole del Concilio Vaticano II delineano l’itinerario della Chiesa che sa di non avere “quaggiù una città stabile”, ma di essere “in cerca di quella futura” (Eb 13,14), la Gerusalemme celeste, “la città del Dio vivente” (ibidem, 12,22). Giunti a quella meta terminale della storia, come ci annunzia Paolo, non vedremo più “come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo faccia a faccia… Allora conoscerò in modo perfetto, come anch’io sono conosciuto” (1 Cor 13,12). E Giovanni ci ripete che “quando (Dio) si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è” (1 Gv 3,2). (Giovanni Paolo II, Udienza generale di mercoledì 28 giugno 2000).
Carissimi,
ci sembra che queste parole di quel santo papa siano appropriate per concludere l’Esortazione che Francesco di Sales ci sta rivolgendo da quando abbiamo ripreso questi incontri una settimana fa. Possiamo ben renderci conto quanto queste siano in linea con quanto il Nostro ci ha detto commentando il passo evangelico della Trasfigurazione. Leggi tutto