3 Aprile 2025: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

come ci diceva ieri, in apertura, Francesco di Sales, dai nostri progenitori abbiamo ereditato l’uomo vecchio e cioè “il peccato e tutte le passioni che abbiamo: la collera, la cupidigia che ci fa desiderare beni materiali ed onori; l’amore alla propria stima, la tenerezza su di sé, che fa sì che si ami tanto la libertà e poco la sottomissione”. Questa “sottomissione” di cui parla è senz’altro indispensabile per chi si sente chiamato alla vita religiosa, ma è importante anche per gli altri, magari chiamandola accoglienza dell’altro. Come andrebbe a finire un matrimonio, o il rapporto tra genitori e figli, o un’amicizia se ognuno guardasse a se stesso con eccessiva stima e amor proprio? In ogni stato di vita è indispensabile riscoprire ogni giorno l’umiltà “perché chi esercita bene questa virtù ben presto avrà tutte le altre”. L’invito che il de Sales non si stancherà mai di fare è quello di avere sempre davanti agli occhi e nel nostro cuore l’esempio di Nostro Signore che “l’ha praticata come non è possibile a nessun altro, in sommo grado, tanto che non c’è creatura al mondo, nemmeno tutti gli Angeli e i Santi messi insieme, che possa raggiungere l’umiltà del Nostro Salvatore e Maestro”. Le persone “consacrate”, aggiunge, devono vivere “in perfetta castità che è contraria alla libertà della carne e del sangue”. Ma è possibile vivere la castità anche nel matrimonio? Certamente sì, e l’esempio di beati Coniugi Quattrocchi Beltrame, che hanno avuto quattro figli, ne è la dimostrazione. D’altronde la procreazione è uno dei fondamenti del sacramento del matrimonio. Prosegue: “…in perfetta povertà, contraria alle ricchezze e alle comodità a cui il mondo attribuisce tanta importanza”. La povertà, praticata in famiglia, non esclude una certa tranquillità economica, ma chiede che si eviti ogni eccesso nel superfluo e che, soprattutto, si evitino gli sprechi: quanto cibo sprecato nelle nostre case che poi finisce in pattumiera! Certamente, come abbiamo detto più volte, per noi religiosi l’obbedienza, la castità e la povertà sono voti indispensabili, ma essendo chiamati “consigli evangelici” sono validi anche per i laici: il Vangelo è stato scritto per tutti e questo è sempre bene tenerlo presente.

Preghiamo

Padre buono, supplichiamo la tua misericordia, perché purificati dalla penitenza e santificati dalle buone opere, possiamo camminare fedelmente nella via dei tuoi precetti e giungere rinnovati alle feste pasquali. Amen

Non lasciamoci prendere dallo scoraggiamento se non riusciamo sempre ad essere come il Signore ci vorrebbe e non stanchiamoci, né oggi né mai, di chiedere il suo aiuto.

Buona giornata,

PG&PGR