27 Novembre 2023: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

riprendiamo il nostro cammino con Francesco di Sales iniziando il settimo capitolo dal titolo “Dell’indifferenza che dobbiamo praticare in ciò che riguarda il nostro progresso nelle virtù”. Prendendo lo spunto dal brano di 1Co 3,6, dice chiaramente:

“Dio ha comandato di fare tutto ciò che possiamo per acquistare le sante virtù; non dobbiamo dunque tralasciare nulla per il buon esito di questa santa impresa; ma dopo aver piantato e irrigato, ricordiamoci che spetta a Dio dare la crescita alle piante delle nostre buone intenzioni e abitudini: ecco perché dobbiamo attendere il frutto dei nostri desideri e delle nostre fatiche dalla sua divina provvidenza.” L’uomo moderno, lo sappiamo bene, spesso dimentica di non essere il “padrone” della sua vita e delle sue imprese e questo non soltanto per quanto concerne la vita sociale, ma, in modo particolare, quella spirituale: non riusciamo ad essere come vorremmo  e questo ci infastidisce e ci rattrista. Ma il Nostro ci incoraggia: “Se non avvertiamo il progresso del nostro spirito nella vita devota, come vorremmo, non turbiamoci, rimaniamo in pace, e la serenità regni sempre nei nostri cuori”. Come in tutte le cose, pure nella vita di fede, vorremmo vedere i nostri desideri realizzati, diventare migliori, avere più pazienza, essere più disponibili, ecc. Anche qui il famoso “tutto e subito” si scontra con i tempi di Dio. Quale sarà allora il modo migliore per avanzare nelle virtù? Dice il Salesio: “E’ nostro compito coltivare bene le nostre anime, per cui tutti dobbiamo impegnarci con fedeltà; ma quanto all’abbondanza del risultato e della messe, lasciamone la cura a Nostro Signore”. Un contadino, esemplifica, non sarà colpevole se, dopo aver fatto tutto ciò che era necessario, non ha ottenuto un buon raccolto, “ma lo sarà certamente se non ha ben coltivato e ben seminato i campi”. Sapete cosa è un novizio? E’ colui che, desiderando di intraprendere la vita religiosa, si impegna con pazienza a vivere in comunità, approfondisce la “Regola” o le Costituzioni e conduce una vita di preghiera. Francesco, invitandoci ad essere pazienti con noi stessi ci suggerisce di non inquietarci “se ci scopriamo sempre novizi nell’esercizio delle virtù; nel monastero della vita devota ognuno sia contento di essere sempre novizio”. C’è sempre da imparare e guai a sentirsi degli “arrivati”.

Preghiamo

Signore liberaci dalla tentazione di sentirci migliori degli altri; sappiamo che il bene che riusciamo a fare non proviene dalle sole nostre forze, ma dalla tua bontà che può servirsi anche di noi. Aiutaci ad essere sempre più strumenti del tuo amore. Amen

Affidiamo al Signore e alla sua bontà questo giorno e sforziamoci maggiormente di essere strumenti nelle sue mani. Buona giornata,

PG&PGR